IL FIUME E LE SORGENTI
ORO-BLU-FREGEE'-CALDENNO (di Ulisse D.C.)
Sono un anziano abitante affezionato al mio paese natio, e quando ci torno mi si ripresentano alcune memorie giovanili, che mi consentono di
osservare il progresso o meno, connesso al modificarsi dell'ambiente.
Ad un ex-Sindaco e Presidente del consorzio di Caldenno, mi limitero' a ricordare qualche memoria sull'idea, allora nuova, dell'acquedotto del
fregee' alla rete comunale di Berbenno. Acquedotto che, attualmente rimane uno dei primi e dei migliori della Valtellina e che ad oggi
presenta pero' anche qualche aspetto critico, in ordine al tema diffuso, che va sotto il nome di oro-blu, cioe' dell'acqua piu' preziosa
dell'oro nero e cioe' del petrolio.
Io, da ragazzo ed adolescente ho passato molti giorni d'estate, negli anni dal 1930 al 1940 e nei successivi di guerra. Fino a quel tempo era
visibile il cosiddetto fregee': un bel laghetto di acqua che correva su corne e ciottoli imbruniti, evidenziando flutti correnti di acqua
fredda, a temperatura costante intorno ai tre gradi.
Fino a quel periodo Polaggia era servita da un modesto tubo che veniva da una sorgente del torrente Finale. Ad ogni temporale l'acqua veniva
piuttosto scura e torbida.
Nei primi anni di guerra ho partecipato a scambi di idee con gli zii per una soluzione piu' nuova per avere acqua piu' potabile. Subito dopo
la guerra, ricordo di aver scambiato pareri con l'ing Martinoli, davanti al fregee' a Caldenno in favore dell'idea di un nuovo acquedotto dal
fregee' a Polaggia. Ne' allora, da neo studente masticavo competenze di tubi e condotte, sapevo solo di picco e pala e di qualche mina utile
per i tratti di roccia.
Poi segui' l'incarico del progetto al professionista di Sondrio, cui segui' l'appalto alla Ditta Crateri. A quell'epoca non c'era nessuna
strada, nessuna ruspa o figurati..elicotteri che potessero portare i tubi e sfilarli sulla mini-pista da costruire. Infatti molti paesani,
anche meno vecchi di me, ricorderanno ancora le loro fatiche lungo i sentieri sotto il sole, con i tubi in spalla.
Tornando ad oggi, mi pare esistano anche altre sorgenti, sul dosso del Palu' o piu' indietro fino a Zana, alimentate immagino, da ghiacciai a
monte, verosimilmente dal gruppo del Disgrazia; ma questi nevai ormai ridotti stanno subendo altri cali anche in relazione al cambiamento
atmosferico, con grave pregiudizio delle portate delle sorgenti ancora presenti. Si impone percio' uno studio piu' approfondito della loro
consistenza e protezione della mania diffusa del loro utilizzo anche per mini impianti idroelettrici. Le conoscenze geologiche attuali sono
molto piu' progredite, per cui un loro chiarimento ed indirizzo strategico si impone per non accelerare i guasti di una mancata strategia
per salvaguardare le priorita' essenziali, primo fra tutte "l'acqua e le sue reti potabili".
Un giudizio sulla situazione attuale ti porta a pensare a lavori di protezione per assicurare la tenuta da infiltrazioni alla sorgente
principale del fregee' e suo cunicolo, nonche' misure in posto costante della loro potabilita' alla sorgente di partenza e a quello di
arrivo a valle delle turbine.
Si impone cioe' un comportamento di maggior coordinamento di tutte le iniziative in gioco, dove sono coinvolti Enti Locali e Regionali che
non possono non guidare tali interdipendenze prioritarie, in situazioni ambientali e tecniche precarie e che non vanno lasciate aperte a rischi
o guasti che pregiudicano la salvaguardia della priorita' e potabilita' dell'acqua potabile. Cioe' del bene primo da custodire.
Ulisse